Amaia e Isabel: due galgos adottate, due “terapiste” dal cuore grande
“Ciao, sono Barbara. Se ti fa piacere, posso contribuire con la nostra storia…”
Ci sono racconti che arrivano in punta di piedi e restano addosso. Perché non parlano solo di un’adozione: parlano di fiducia ricostruita, di tempo rispettato, di seconde possibilità che diventano presenza buona anche per altri.
Questa è la storia di Amaia (ex Merida) e Isabel (ex Zapa): due galgos, due seconde possibilità, una convivenza costruita con pazienza. E un percorso che oggi le porta anche dove il cuore degli umani è più fragile: negli ospedali.
“I levrieri sono come le ciliegie”
Chi vive con un levriero lo sente dire spesso: uno tira l’altro.
Perché sono cani che amano la compagnia, che si regolano sull’altro, che trovano serenità anche solo nel condividere gli spazi e i silenzi.
Perché sono cani che amano la compagnia, che si regolano sull’altro, che trovano serenità anche solo nel condividere gli spazi e i silenzi.
Dopo la prima adozione di una galgo femmina, l’idea di accoglierne una seconda ha iniziato a farsi spazio. Non per “aggiungere un cane”, ma per completare un equilibrio. Per dare più possibilità. Perché quando vedi un galgo rilassarsi davvero, per la prima volta, ti viene naturale pensare: se possiamo farlo ancora, facciamolo.
All’inizio non è stato amore
All’inizio è stato un incontro da costruire, un passo alla volta.
La prima arrivata mostrava un certo disinteresse verso la seconda. Non cattiveria. Non rifiuto. Solo distanza: quella distanza tipica di chi ha già fatto tanta strada per sentirsi al sicuro e non sa ancora se può fidarsi di un cambiamento.
Poi però succede qualcosa — e chi conosce i galgos sa che spesso succede così: in silenzio, senza scene da film.
Un giorno ti accorgi che si cercano. Che si accettano. Che si scelgono.
Oggi Amaia e Isabel vivono in simbiosi. E guardarle insieme è uno di quei promemoria semplici e potenti: con i tempi giusti, i galgos sanno aprirsi. E quando lo fanno, lo fanno davvero.
La prima arrivata mostrava un certo disinteresse verso la seconda. Non cattiveria. Non rifiuto. Solo distanza: quella distanza tipica di chi ha già fatto tanta strada per sentirsi al sicuro e non sa ancora se può fidarsi di un cambiamento.
Poi però succede qualcosa — e chi conosce i galgos sa che spesso succede così: in silenzio, senza scene da film.
Un giorno ti accorgi che si cercano. Che si accettano. Che si scelgono.
Oggi Amaia e Isabel vivono in simbiosi. E guardarle insieme è uno di quei promemoria semplici e potenti: con i tempi giusti, i galgos sanno aprirsi. E quando lo fanno, lo fanno davvero.
Da salvate a “terapiste”: l’impegno negli IAA
Amaia e Isabel, insieme a Marco (il loro compagno di vita), sono diventate anche “terapiste”.
Molti lo chiamano Pet Therapy, ma il termine corretto è IAA – Interventi Assistiti con gli Animali: interventi in cui la relazione con l’animale diventa un supporto concreto, soprattutto in contesti delicati.
Ed è qui che la loro storia si fa ancora più forte: levrieri salvati dai maltrattamenti che entrano nei reparti pediatrici ospedalieri e in strutture che si occupano di disturbi dell’alimentazione, per incontrare bambini e ragazzi.
Non devono “fare” cose straordinarie. Non ne hanno bisogno.
Portano presenza. Portano calma. Portano un contatto che non forza, non invade, non pretende. E proprio per questo arriva dritto.
Portano presenza. Portano calma. Portano un contatto che non forza, non invade, non pretende. E proprio per questo arriva dritto.
E pensarlo fa un certo effetto: cani che un tempo avevano bisogno di ricostruire fiducia, oggi diventano un punto fermo per qualcuno che sta attraversando un momento difficile.
Quando l’adozione salva due vite… e a volte anche di più
Noi lo ripetiamo spesso: adottare salva due vite.
Quella del cane che entra in famiglia e quella del cane che potrà prendere il suo posto in rifugio.
Quella del cane che entra in famiglia e quella del cane che potrà prendere il suo posto in rifugio.
Ma poi ci sono storie come questa, che aggiungono un pezzo in più: a volte l’adozione non si ferma alla porta di casa. A volte diventa un ponte verso gli altri. Trasforma un passato duro in una presenza gentile. E fa nascere cura, proprio da dove prima c’era solo sopravvivenza.
Grazie Amaia. Grazie Isabel. E grazie Barbara e Marco, per accompagnarle in questo percorso: perché non c’è niente di più potente di un galgo che, dopo tutto, sceglie ancora di fidarsi degli umani.
Se stai pensando di adottare, scrivici: ti aiutiamo a capire se un galgo può essere il compagno giusto per te. Compila il modulo di adozione: https://www.insiemeperfbm.org/modulo-adozione-levriero/
Condividi questa storia: può arrivare proprio alla persona che sta cercando “il suo” galgo.