Il Galgo Español, noto anche come levriero spagnolo, è una delle razze canine più antiche d’Europa, strettamente legata alla storia della Penisola Iberica e alla caccia ad inseguimento. Le sue origini affondano in epoche remote, ben prima dell’arrivo dei Romani in Spagna.
Già gli antichi Iberi praticavano una forma di caccia basata sull’inseguimento di prede veloci come lepri e caprioli, una tecnica che dal XVIII secolo sarebbe stata definita coursing. È naturale pensare che il cane impiegato fosse rapido, resistente e capace di mantenere alte velocità su lunghe distanze.
Il Galgo risponde perfettamente a queste esigenze: è un cane dolicomorfo, con arti lunghi, corpo slanciato, diametri trasversali ridotti e testa allungata. Si tratta di un tipico graioide, selezionato per la velocità e la resistenza. Il tipo più antico e originario era probabilmente più rustico e meno raffinato rispetto agli esemplari moderni.
A partire dal XIX secolo, l’apporto di sangue Greyhound ha contribuito a rendere il Galgo Español ancora più elegante e veloce, pur mantenendo la sua proverbiale tenacia.
Alcuni ceppi particolarmente antichi del Galgo spagnolo cacciano ancora oggi con grande successo nelle regioni della Mancia e dell’Estremadura, territori caratterizzati da suoli aspri e difficili. In questi ambienti il Galgo dimostra qualità fondamentali come resistenza, determinazione, avidità venatoria e adattabilità.
Varietà del Galgo Español
Esistono due varietà ufficiali di Galgo spagnolo:
La presenza di più varietà di mantello non è un caso isolato nel mondo cinofilo: basti pensare a razze come i Segugi Italiani, anch’essi distinti in versioni a pelo raso e a pelo forte.
Tra le caratteristiche morfologiche più distintive del Galgo troviamo:
Il levriero era già conosciuto dai Romani, ma è altamente probabile che la sua presenza nella Penisola Iberica sia precedente. Discendente degli antichi levrieri asiatici, il Galgo si è progressivamente adattato a pianure e steppe, diventando una razza estremamente efficiente nella caccia.
Tra il XVI e il XVIII secolo, il Galgo Español veniva esportato in grandi quantità verso paesi come Inghilterra e Irlanda, contribuendo allo sviluppo del Greyhound inglese, di cui è considerato uno degli antenati diretti.
In Italia, nel 1991, risultavano pochissimi esemplari iscritti al LOI (Libro Origini Italiano) e solo sei al Libro Riconosciuto. Oggi la razza è ufficialmente registrata nel Libro Genealogico ENCI come Galgo Español.
Il Galgo nella letteratura
Numerosi autori classici hanno citato il levriero spagnolo nel corso dei secoli. Tra le testimonianze più celebri si ricorda quella dell’Arciprete di Hita, che scriveva:
“La lepre che va, è subito catturata a caccia dal levriero”
Una frase che conferma la funzione ancestrale e primaria del Galgo: la caccia ad inseguimento, per la quale questa razza è stata selezionata e perfezionata nel corso dei secoli.
In Spagna migliaia di levrieri spagnoli (Galgos) vengono torturati e uccisi perché non più utili per la corsa o la caccia.
Allevati in branchi, lasciati vivere una vita di stenti subendo allenamenti mortali legati a veicoli in corsa, se non idonei o non performanti vengono torturati e uccisi oppure abbandonati ad una vita da randagi.
“Vita” che si conclude spesso con la morte (impiccati, gettati nei pozzi, lasciati in strada con le zampe spezzate) o in perrera (canile).
Durante la stagione della caccia da settembre a febbraio, le vittime di questa attività raggiungono proporzioni e numeri spaventosi: si stima per difetto che siano circa 60.000 o addirittura 90.000 all’anno gli esemplari di levrieri che vedono la fine della loro carriera e della loro vita.
In Spagna la caccia e le corse con i levrieri sono legali ed autorizzate, non vengono imposti controlli ed obblighi verso i cani che vi partecipano.
La legislazione spagnola ed europea “imporrebbe” sanzioni pesanti contro chi maltratta gli animali.
Le dimensioni di questa attività, che si fonde con tradizioni arcaiche e rurali, radicate nella mentalità della popolazione coinvolta, sfuggono alle autorità.
La causa dell’ elevatissimo numero del fenomeno, della conformazione del territorio, molto vasto e semi desertico, oltre che scarsamente popolato, ma soprattutto perché i Galgueros (i cacciatori), fanno in modo di occultare questa mattanza, negandola alle stesse autorità e al resto della popolazione.
In Spagna si contano più di 10.000 galgueros confederati che sono distribuiti principalmente in Andalusia, Castilla-La Mancha, Castilla y Leon, Estremadura e Madrid.
La Federazione spagnola di Galgos è stata fondata nel 1939 e tra i suoi obiettivi c’è l’organizzazione di concorsi di levrieri con tre modalità: la Copa del Rey, la lepre meccanica e in cinodromo.
In Spagna sono stati smantellati tutti i 28 cinodromi che negli anni d’oro delle corse con i galgos spadroneggiavano. Oggi la manifestazione più importante e ambita è la Copa del Rey arrivata, purtroppo, alla 81° edizione.
Il “successo” di un Levriero: nelle competizioni arriva dopo mesi di duri ed estenuanti allenamenti e sforzi circa 5 ore al giorno; essi “devono essere completi” non solo sono richieste abilità e velocità ma anche astuzia.
I Levrieri devono seguire la lepre nella sua traiettoria: coloro che non lo fanno e “tagliano”, sono scartati ugualmente.
I Levrieri competono fino ad un massimo di 3 anni, dopo questa età l’animale diventa maturo e “pensa”, comincia a uccidere la lepre e comincia a saltare la traiettoria, ecco che l’animale diventa un problema, un peso, una spesa per il “suo” galguero.
Che fine fanno?
Abbandonati, maltrattati e uccisi. In una terra in cui l’animale non è considerato come essere vivente, ma come un oggetto, e in un Paese in cui una larga fascia della popolazione è all’oscuro di questa barbarie, ci sono persone impegnate a creare coscienza sulle condizioni dei Levrieri e degli altri animali chiedendo che vengano trattati con rispetto.