Mami, galgo nell’erba a pancia all’aria dopo l’adozione dalla Spagna all’Italia

Dall’Andalusia alla Brianza: cronache di una principessa (e dei suoi biscotti)

Dalla Spagna all’Italia, dal rifugio a casa: io sono Mami e questa è la storia della mia adozione.

“Ciao a tutti, sono Mami.

Ho sette anni e da due anni e mezzo vivo in Italia, in un piccolo paesino della Brianza lecchese. Prima non sapevo nemmeno cosa fosse la Brianza… ora so solo che qui ci sono tanti divani morbidi. E io li ho provati tutti.

La mia storia è un po’ complicata, come quelle che piacciono nei film tristi.

Mi hanno trovata randagia nelle campagne andaluse con il mio cucciolo, il piccolo Korg, che adesso vive con Deborah a Padova. Lui è diventato un cane di città, io invece sono una signora di campagna (con eleganza, ovviamente).”

In rifugio: l’adozione dalla Spagna all’Italia e l’attesa che sembra infinita

“Sono rimasta un anno e mezzo in rifugio. Forse non piacevo a nessuno… oppure ero solo troppo speciale e loro non erano pronti per me.

Ero molto spaventata. Gli uomini mi fanno ancora un po’ paura, soprattutto Alberto, il figlio della mia umana Grazia. Assomiglia tanto a un galguero che non mi ha voluto bene. Io so che Alberto, invece, mi vuole bene davvero: mi ospita nel suo grande giardino dove posso correre come una freccia e mi regala sempre biscotti deliziosi… però la paura, quella, ogni tanto mi resta appiccicata addosso come una zecca invisibile.”

La fiducia si costruisce senza sgridate

“Con Grazia e Patti, però, ho imparato a fidarmi. Mi vogliono tanto bene e non mi hanno mai sgridata, nemmeno quella volta che avevo mal di pancia e ho decorato il soggiorno in modo… molto personale.

A casa mia sto benissimo: ho una stanza tutta per me, un letto tutto per me, e ho anche scoperto che posso salire sui divani e perfino sul lettone. Su quest’ultimo però, solo quando Grazia mi dà l’ok, perché io sono una galga educata, mica una selvaggia. 

Ho un cuginetto che si chiama Nietzsche, lui è un po’ vecchiotto ma andiamo d’accordo. E poi sono la zia di Mia, una maltesina monella che ha sette mesi, le sto insegnando a passeggiare con l’eleganza di un levriero.”

Tutti a scuola: compiti, regole e passeggiate da squadra

“Vado anche a scuola un paio di volte alla settimana e faccio sempre i compiti con Grazia.

Lei ha imparato tante cose, ma anche io: soprattutto ad ascoltarla quando incontriamo altri cani in passeggiata. Io vorrei giocare a fare la lotta con tutti i cani che incontro, pure con i lampioni se si muovessero, ma lei mi dice quando posso e quando non posso e io la ascolto… quasi sempre.

Se mi dà l’ok, io annuso, mi faccio annusare e poi a volte passeggiamo insieme come una vera squadra.

Oggi, a scuola, abbiamo fatto un’uscita  urbana con altri umani e i loro cani.

C’erano Spike, West, Aron e altri di cui, sinceramente, non ricordo il nome (ma tanto erano tutti innamorati di me). Tutti maschietti. Io ero una principessa circondata dalla corte.

Sono molto educata e quando alcuni cani abbaiano dietro le cancellate io resto tranquilla, perché so che Grazia mi protegge e mi dice sempre: “Dai Mami, che ce la fai”.

E io ce la faccio davvero, anche se dentro tremo un pochino. Durante l’uscita tutti i miei compagni abbaiavano ai cani che stavano dietro ai cancelli, io invece stavo zitta zitta… così Grazia è contenta….

La cosa più bella delle uscite urbane è che alla fine andiamo tutti al bar: gli umani bevono il caffè… e noi riceviamo i biscottini. Che, diciamolo, è l’unica cosa davvero importante.

Oggi sono stata proprio bravissima con tutti i cani che ho incontrato. Gli altri umani dicevano: “Anche io voglio la Mami!”.

E io pensavo: certo, mettetevi in fila… ma io ho già scelto la mia famiglia. 💕”

 

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